AL DI LA’ DEL BENE E DEL MALE
Relativo, tutto molto relativo. Ormai l’interpretazione che diamo di ciò che è bene e ciò che è male è talmente relativizzata che molti dicono che non ha più senso parlare di bene e male. Anche perché spesso ciò che per uno è bene, per l’altro è male. E viceversa.
Eppure la scelta tra il bene e il male è stata la prima che l’uomo ha dovuto fare. Una scelta libera, ma pur sempre una scelta (Genesi 2:16-17; vedi Deuteronomio 30:15-16, 19). E il primo peccato aveva proprio a che fare con quella scelta, come anche il primo omicidio (Genesi 4:6-8).
La capacità di discernere tra bene e male e di operare una scelta viene vista nella Parola di Dio come il passaggio fondamentale nella vita della persona, il salto dallo stato di bambino a quello di adulto: Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male (Ebrei 5:13-14; vedi anche Isaia 7:15).
Il re Salomone chiese proprio di poter avere questa capacità di discernimento, di comprensione profonda della volontà di Dio, per poter amministrare al meglio il suo regno: Da’ dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male; perché chi mai potrebbe amministrare la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso? Piacque al Signore che Salomone gli avesse fatto una tale richiesta (1 Re 3:9-10).
La Bibbia contiene innumerevoli versetti che parlano del bene e del male, proprio perché Dio vuole istruirci sull’uno e sull’altro, vuole metterci nella condizione di poter fare una scelta, e di fare quella giusta: Cercate il bene e non il male, affinché viviate (Amos 5:14).
Ma come è possibile fare il bene invece che il male, se i due concetti non sono ben chiari e distinti? Se il verde del semaforo si confonde con il rosso? Ecco perché abbiamo bisogno di chi ci indichi ciò che è l’uno e ciò che è l’altro. Invece oggi assistiamo a un loro totale mescolamento, sia a livello personale che a livello globale. Dio ha un grave ammonimento da fare a questo riguardo: Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! (Isaia 5:20).
Dio, per coloro che lo vogliono ascoltare con fede, ha in serbo un cambiamento radicale dell’intimo umano, per spingerlo a fare le scelte giuste, orientate al bene e non al male. Ci saranno ancora cadute e errori, ma la direzione sarà quella corretta. L’importante è avere sempre qualcuno che ce la indichi con chiarezza.
Anche quella tra il bene e il male è una lotta che dura da sempre e che accompagnerà l’uomo finché vivrà, ma l’invito è di cercare l’aiuto di Dio per vincere anche questa battaglia: Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene (Romani 12:21). Per farlo, imitiamo il bene che viene da Dio: Carissimo, non imitare il male, ma il bene. Chi fa il bene è da Dio; chi fa il male non ha visto Dio (3 Giovanni 11).
Tratto dal blog “La Nuova Nascita”
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